Paradontologia3
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Informazioni di base

COS'È

La parodontologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa del parodonto. Il parodonto è quell’insieme di tessuti duri (osso alveolare e cemento radicolare) e molli (gengiva e legamento parodontale) che garantiscono la stabilità e l’ancoraggio degli elementi dentari al processo alveolare delle ossa mascellari superiori e inferiori. Nell’ambito di un parodonto sano i denti non presentano mobilità, le gengive sono di colore rosa e non c’è presenza di sanguinamento gengivale durante le normali manovre di igiene orale quotidiano nè, a maggior ragione, spontaneamente. Quando una o più di queste condizioni vengono meno, possiamo pensare di trovarci di fronte a problemi di tipo gengivale o parodontale di cui si occupa appunto la parodontologia.La parodontologia si occupa anche dello studio e la cura delle patologie che colpiscono il parodonto. Esse sono di tipo infiammatorio e si classificano come gengivite e parodontite, in passato conosciuta come piorrea. La differenza fondamentale tra gengivite e parodontite è legata alla reversibilità della malattia: nella gengivite abbiamo la possibilità di ritornare ad uno stato di salute gengivale ottimale mentre nella parodontite possiamo sicuramente arrestare la progressione della malattia,  senza però poter tornare ad uno stato di salute completo.

La gengivite è una condizione infiammatoria che colpisce i tessuti molli attorno al dente (la gengiva marginale) la cui causa principale è l’accumulo della placca batterica lungo le superfici dei denti. E’ una condizione che interessa gran parte della popolazione e si manifesta con 

  • edema
  • gonfiore
  • arrossamento delle gengive accompagnato in alcuni casi da sanguinamento e talvolta dolore. 


La terapia d’elezione consiste in una o più sedute di igiene orale professionale con  ultrasuoni a cui deve seguire un miglioramento delle manovre di igiene orale domiciliare da parte del paziente. In alcuni casi la gengivite può essere un campanello d’allarme per la successiva insorgenza della malattia parodontale.

La parodontite è una malattia decisamente più severa rispetto alla comune gengivite. E’ una patologia di origine infiammatoria che non colpisce solo la gengiva marginale ma agisce più in profondità coinvolgendo anche il legamento parodontale e l’osso alveolare di sostegno.  Le parodontite è caratterizzata quindi dal danneggiamento dell'apparato di supporto del dente con perdita di attacco e di osso e conseguente formazione di tasche ossee. Il danno creato dalla parodontite è irreversibile. Quello che però è possibile e necessario fare, è intervenire tempestivamente per arrestare l’infiammazione in modo tale da evitare la progressione della malattia e gli ulteriori danni al parodonto che altrimenti si verificherebbero. 

La parodontite ha diverse cause strettamente collegate le une alle altre, ed è per questa ragione che si parla di eziologia multifattoriale della malattia. I fattori che concorrono all’insorgenza delle parodontiti sono l’accumulo di placca che calcificando diventa tartaro, la suscettibilità del paziente (ereditarietà e genetica) e la presenza di specifici batteri parodontali all’interno del cavo oarle. A questi fattori si aggiungono poi altri co-fattori che possono accelerare la progressione della malattia, tra i principali troviamo sicuramente il fumo e  forme di diabete non compensato. Attualmente le parodontiti sono la causa principale di edentulismo parziale e totale nella popolazione e spesso vengono diagnosticate in ritardo. Diversi studi hanno inoltre dimostrato una stretta correlazione tra forme gravi di parodontite e alcune patologie sistemiche, in particolare problematiche cardiovascolari (malattie ischemiche e aterosclerosi) e imperfetto controllo glicemico nei pazienti diabetici.

Soprattutto negli stadi iniziali della malattia, non sempre crea dei disturbi evidenti al paziente. E’ indispensabile quindi fare controlli periodici dal parodontologo, a maggior ragione se esiste una familiarità per questa patologia.

Talvolta però i segni dell’inizio di parodontite ci sono e non devono essere trascurati dal paziente. I primi campanelli d’allarme sono gonfiore e arrossamento delle gengive, sanguinamento gengivale, alitosi e, nelle forme più avanzate, presenza di spazi tra i denti, frequenti ascessi gengivali a volte associati a pus, aumento della mobilità dentale.